Paraphernalia.

Un uomo come un'isola, sorretto da quello che sembra.
Un circuito di speranze, una voglia di dipendenza
Ricercando la ricompensa, come potrebbe stare senza.

Un autunno precoce miete vittime infuocate,
come foglie fatte braci dagli arrossati raggi
di torpido invaghimento.. Malinconia.

Laconico. Di là prenderò una svolta, anch'io
Un giorno forse lontano in cui vorrò sentire
risa di bambini, ed io sentirmi chiamato
Padre.

Un tratto a vuoto

Si è perso nella bolgia.
Non c'è più un senso da seguire,
avvolto dalla fumera, coltre
argento consumata dal nienteche.

Sigarette offerte senza ritegno,
se hai un reddito ad abbondanza.
Tutti ridevano per la strada, senza contegno.
La festività finiva con tutta la sua creanza.

Marcando frasi di convenienza con parole mancate,
incrociando lettere per esprimere nonostante le parole mancanti,
riviene una macabra mancanza di 'Chi siamo, dove andiamo'.
Perché essere qui, in un momento casuale, strano talvolta sale.

Certo non mi sentivo fuori posto.
Tra le coppe piene,
mi chiedevo solo..
Quanto mi fossi adattato?
Fra tutti loro così diversi,
ed un posto che mi aveva trovato.
Ma allora mi chiedevo se non fosse
il posto che gli altri, avevano voluto per me.

Il cammino nel cielo sfitto

Camminare diritto per la via e divenire perfetto.

Perfetto con le tue pare,
perfetto con le tue paure
Perfetto nonostante tu non ti senta mai così,
perfetto in un istante che non finirebbe mai.

Perfetto come le tue pare,
perfetto come le tue paure,
perfetto camminare in una strada che non finisce mai
perfetto rischiando di incontrare ciò che ti può spaventare.

Pensavi di esserti adattato bene.
Ma forse è stato solo il minimo
Adesso incontri chi ha subissato luoghi
comuni, e dalla schiena ti sale il brivido.

Camminare, diritto, buttarsi..
Il cielo è sfitto.
Ancora camminare, e volare
non saranno azioni distinte.

Il pugile - un astratto nel concreto

Momenti interrotti.

...

Ripresi di vista.
Se ti muovi ti rompi
Ti sposti ancora,
e ancora,
e ancora
E ancora.
Liberando un corridoio,
librandomi oltre
dall'astratto, al concreto.

Ora astratto di nuovo.

Ma se guarda la propria immagine
riflessa davanti può essere rassicurante.
Se risplende ancora il sole e sei forte
e risplendi ancora, giovane diamante.

Hai tanto da dare,
e non ti puoi fermare.
Da preparare qualcosa
in maniera sbrigativa, oggi.

Se hai attutito il colpo
e la tua presa è ancora capace,
Se incolpavi il karma
mentre finivi dalla paella nella brace,
Se un'idea è ancora viva
nonostante il fottuto bernoccolo,
Se balzelli così, posizione da pugile
sempre in piedi, pronto a sferrare.

L'astrazione nel momento immacolato, dentro e fuori della mente.

Si tagliò i baffi perché non li meritava.
Di notte, senza accorgersene -
si svegliò già senza.
Dopo una notte di perdizioni,
donne nella sua mente
Aveva rovinato gli ultimi rapporti mancanti -
per niente.

Voleva staccare una parte di sé.

Scorrendo indietro nel suo tempo -
così fissava il soffitto -
vide egoismi, gelosie, mancanze
inquietanti.
Tremende equivocazioni,
furie immotivate e pericolose,
volere qualcosa che non si ha
Rimpiangersi addosso un momento mancato.

Uccise fantasmi,
protesse puttane
spacciò e mentì
ma nessuno tradì.
Quando era la parola data
questione più importante dell'oro.
Oro che in prigionè lo portò,
a passare trecento giorni infami per
rivalutare: chi era, chi fu,
chi poteva diventare.

Era tardi, per essere perdonato.
Non aveva di fronte una redenzione,
ma la possibilità di un altro lato:
vita tranquilla, felice, con moderazione.
Per quanto lo riguardava,
in quel momento, era una scelta X.

Era X perché non ci riusciva, a raccapezzarsi
d'essere stato tradito,
ancora una volta.
Le avrebbe dato l'anima, eppure.
Avrebbe rischiato la vita per lui.. Eppure??
Eppure liquidato con giri infami
di parole gravide di ritegno,
di paure - e già che era scomparso,
che non voleva rischiare,
o così gli era parso.
Non gli era venuto a parlare,
non si erano potuti vedere.
Pensieri racchiusi in un cassetto,
sorrisi scambiati di capofitto -
clandestini.
Pensò, dimenticò,
lasciò perdere chi non lo considerava.
Ma ogni volta era travolto,
al cuore una stangata, un colpo.

Sarebbe scomparso, per l'ennesima volta.
Troppo stupido imbastire una show -
ed in fondo lui andava per la quarantina,
era stanco.

Aveva lo stomaco rotto
che brontolava continuamente,
una strana pace ed il sangue in bocca,
la fauce che si morse, ancora ardente.

Tutto questo fu al risveglio suo.
Andava a prepararsi il caffè,
poi, come io, come tutti -
come te.

Andremmo, tra le vigne

Mi sono fatto male; mi sono rialzato.
Già; ho sputato sangue sul fango sotto ai miei piedi.
Abbiamo costruito capanne nelle foreste pluviali.
Trasportando carichi di speranza nella sollicitudine di migliorare.

Gocce pesanti cascano.
Schiacciano imperterrite
molecole di aria.
Varia
La consuetudine sempre
ripetitiva.
Torna. A riva.
Della tua anima.
Risplenderai sempre,
se rispecchiando le tue
veci.

Fammi ancora qualcosa, rispondo.
Sono nella gabbia, carico; immondo.
Mi puoi gettare addosso ciò che vuoi,
tanto che saprò sempre come risponderti poi.
Dopo giornate che sono delusione,
dopo sentimenti addosso come un camione,
rispetto a ciò che mi sarei potuto aspettare;
no.
Ma io sapevo che mi stavo allontando,
sapevo che diversamente non avrei potuto fare
Come te che ricordi quella persona, chiaro, sei sicuro
Ma ti assicuro che pure tu per buono prendi, che puoi fare
Ancora,
e prendi quelle parole
Che erano come pillole
setacciate in un campo di
gramo
sentore...
Prendi anche il mio,
ti livore
Mentre savio scorri
tra le vinte.
(tra le vigne)

Risvegli ed il prosaico.

Reciproche incomprensioni nel nostro passato,
ad altro condividere, uno l'avrebbero ammazzato.
Le donne perfette, quelle da desktop
un nanosecondo per essere dimenticati,
un momento di attenzione, per favore
Che ci ritroviamo alle falde di un sogno.
Voglio una vita impossibile
di quelle che non funzionano mai.
Fantasiosi piani ideati la notte con un bicchiere in più,
e mai portati a termine.
Vita breve, vita intensa.
OsservandoLa vediamo propensa
Il mio revisionismo personale
mi porta a svalutare il mio passato prossimo,
come a voler cogliere a piene mani
mondi che si racchiudono reciprocamente.

Dispiegate le ali nel fuoco ardente,
si levò.