I miei solitari fratelli
in un cantuccio accanto al fuoco
vedono anche loro frammenti
discostandosene un poco.
tutti sti cazzo di problemi
andiamo a fare gli scemi
danzando attorno al reality
che trasforma il credo in "tu credi?"
I miei solitari fratelli
sentono compagni come gemelli
dagli imbelli trascinati dagli obietti
facenti volontà abbietti.
la morta non è caduca
è divinamente presente
nella veste madida
dell'incanto onnipotente.
non c'è un modo giusto per vivere,
non c'è un modo sbagliato di morire.
Connivenza
Fammi sentire questa connivenza,
freghiamo il tempo e la convenzione,
coloriamoci la prossima esperienza.
Chissà com'è provare la convivenza,
abiti caduchi privi di convinzione
aggiratisi nella nostra residenza.
Fammi sentire questa connivenza,
guardiamo le persone e sorridiamo
per poi prenderli per il culo,
quando non sentono, condividiamo
della complicità questo volo
ed il dono dell'amare come speranza.
Fammi sentire questa connivenza,
leggimi come ti leggo anch'io,
fa che altresì si tratti di un'evenienza.
Perché io non escludo nulla,
da quando c'è internet tutto si trova
non si rimane senza, con meno valenza.
Fammi sentire questa connivenza,
perché al di là dei mantra, delle parole,
il bello è guardarsi e non pensare alla prole
ma al flusso condiviso dell'interiore
che sfocia in narciso condiviso
ed interessa spesso la nostra indolenza.
freghiamo il tempo e la convenzione,
coloriamoci la prossima esperienza.
Chissà com'è provare la convivenza,
abiti caduchi privi di convinzione
aggiratisi nella nostra residenza.
Fammi sentire questa connivenza,
guardiamo le persone e sorridiamo
per poi prenderli per il culo,
quando non sentono, condividiamo
della complicità questo volo
ed il dono dell'amare come speranza.
Fammi sentire questa connivenza,
leggimi come ti leggo anch'io,
fa che altresì si tratti di un'evenienza.
Perché io non escludo nulla,
da quando c'è internet tutto si trova
non si rimane senza, con meno valenza.
Fammi sentire questa connivenza,
perché al di là dei mantra, delle parole,
il bello è guardarsi e non pensare alla prole
ma al flusso condiviso dell'interiore
che sfocia in narciso condiviso
ed interessa spesso la nostra indolenza.
un uomo alla ricerca
I miei capelli lunghi ancora.
La memoria che danzava
nel vento della mente,
tempesta di emozioni,
feconda di idee,
danzava scomposta.
Ogni tanto frammenti
feriscono,
ma scivolano via
sempre più morbidamente
Mentre i lati del carattere
che avrò limati,
non me ne rendo bene conto,
nemmeno se la testa non è offuscata,
docilmente inebriata.
Ma non sono solo
un uomo alla ricerca
di sensazioni
e di me stesso.
Cerco anche gli altri,
come si fa in questi casi
E imparo a non vedere
me stesso,
negli altri.
Curiosamente,
più apprendo
a guardare gli altri,
più mi capita
di vedere me stesso,
o erano solo
quei famosi frammenti.
Anche in lui,
quando ritrovo me stesso,
sembrano solo frammenti
che non vorrei
Nemmeno limati,
nell'oblio di
mille giornate
trascorse.
La memoria che danzava
nel vento della mente,
tempesta di emozioni,
feconda di idee,
danzava scomposta.
Ogni tanto frammenti
feriscono,
ma scivolano via
sempre più morbidamente
Mentre i lati del carattere
che avrò limati,
non me ne rendo bene conto,
nemmeno se la testa non è offuscata,
docilmente inebriata.
Ma non sono solo
un uomo alla ricerca
di sensazioni
e di me stesso.
Cerco anche gli altri,
come si fa in questi casi
E imparo a non vedere
me stesso,
negli altri.
Curiosamente,
più apprendo
a guardare gli altri,
più mi capita
di vedere me stesso,
o erano solo
quei famosi frammenti.
Anche in lui,
quando ritrovo me stesso,
sembrano solo frammenti
che non vorrei
Nemmeno limati,
nell'oblio di
mille giornate
trascorse.
Reminescenza
Non ho soldi,
ma darei sprazzi di considerazione,
a chi mi rivela qualcosa
Guizzi di ispirazione,
a chi non finge solo di ascoltarmi.
Ai protettori di consigli
che non siano gettati al vento.
Non ho tempo,
come te, come tutti,
abbiamo lo stesso quantitativo
e con più o meno consapevolezza
decidiamo di investirlo.
Come ci darei essenza,
oltre questo vortice...
Non ho verità,
nessuno le ha.
Continuo a sentire canzoni,
canzonare di qua e di là
Indispettire il vicinato
non è mai sport sorpassato,
ci reinventiamo giovani, sempre.
Non ho cuore..
non adesso, o non è mai stato
Mi guardo attorno
come se fossi spaesato,
e ci voglio credere ancora,
con ogni adito che addolora
In ognuno che non è rinato.
ma darei sprazzi di considerazione,
a chi mi rivela qualcosa
Guizzi di ispirazione,
a chi non finge solo di ascoltarmi.
Ai protettori di consigli
che non siano gettati al vento.
Non ho tempo,
come te, come tutti,
abbiamo lo stesso quantitativo
e con più o meno consapevolezza
decidiamo di investirlo.
Come ci darei essenza,
oltre questo vortice...
Non ho verità,
nessuno le ha.
Continuo a sentire canzoni,
canzonare di qua e di là
Indispettire il vicinato
non è mai sport sorpassato,
ci reinventiamo giovani, sempre.
Non ho cuore..
non adesso, o non è mai stato
Mi guardo attorno
come se fossi spaesato,
e ci voglio credere ancora,
con ogni adito che addolora
In ognuno che non è rinato.
Le canzoni che colorano
Le canzoni del passato.
Ricercando emozioni
che abbiamo passato, assieme.
Qualche volta non puoi risentirle,
troppo doloroso.. Non è bene.
Affinare l'arte del rimembrare,
un occhio al domani è doveroso.
Affinare l'arte del vivere,
costanti, rigettando il velo pietoso.
Se siamo contenuti,
è di fronte ad altre persone..
ove possiamo spiegarci,
ma non sappiamo quietare
la voce interiore,
che vuole altrove.
Il gioco dell'amore
non si basa su notifiche,
se non tacite e
mai tanto prolifiche.
Imparando a leggerne
i segnali, scopriamo
il sentire sotterraneo
dell'altro umano,
ciò che forse ci colora
quando tutto appare
in bianco e nero
e vano.
Ricercando emozioni
che abbiamo passato, assieme.
Qualche volta non puoi risentirle,
troppo doloroso.. Non è bene.
Affinare l'arte del rimembrare,
un occhio al domani è doveroso.
Affinare l'arte del vivere,
costanti, rigettando il velo pietoso.
Se siamo contenuti,
è di fronte ad altre persone..
ove possiamo spiegarci,
ma non sappiamo quietare
la voce interiore,
che vuole altrove.
Il gioco dell'amore
non si basa su notifiche,
se non tacite e
mai tanto prolifiche.
Imparando a leggerne
i segnali, scopriamo
il sentire sotterraneo
dell'altro umano,
ciò che forse ci colora
quando tutto appare
in bianco e nero
e vano.
L'ira
Come un bidone della spazzatura,
ti riverso tutto addosso.
Il mio camion della spazzatura,
riappare la notte e fa rumore.
Ma non ci riesce a pulire,
si accumula il luridume.
Io capisco che vuoi ignorare,
perché finisco poi per provocare.
Rivelare il mio sentimento, a te,
non è un'opzione.
Esso si accumula, di volta in volta,
e non accetta condizione.
tra quella spazzatura
mi dispiace
e non so come poterlo dire..
Per voler bene bisogna esporsi.
Io sì, imparo a farlo altrove,
ma non mi piace far soffrire.
Non voglio più partecipare
a tutte queste insulse gare,
A chi s'incazza, a chi urla di più,
non mi fa capire chi sei davvero tu.
Ma smettere sarà amaro..
Perché prevarrà il silenzio - il male minore?
Osservo finestre, serrande che restano chiuse.
Strade vuote, svuotate attendono il mattino.
Il mozzicone del mio tentativo, gettato al vento
Non si spegne, ma rimane solo, a stento
abbandonato sui bordi di una strada
muta.
ti riverso tutto addosso.
Il mio camion della spazzatura,
riappare la notte e fa rumore.
Ma non ci riesce a pulire,
si accumula il luridume.
Io capisco che vuoi ignorare,
perché finisco poi per provocare.
Rivelare il mio sentimento, a te,
non è un'opzione.
Esso si accumula, di volta in volta,
e non accetta condizione.
tra quella spazzatura
mi dispiace
e non so come poterlo dire..
Per voler bene bisogna esporsi.
Io sì, imparo a farlo altrove,
ma non mi piace far soffrire.
Non voglio più partecipare
a tutte queste insulse gare,
A chi s'incazza, a chi urla di più,
non mi fa capire chi sei davvero tu.
Ma smettere sarà amaro..
Perché prevarrà il silenzio - il male minore?
Osservo finestre, serrande che restano chiuse.
Strade vuote, svuotate attendono il mattino.
Il mozzicone del mio tentativo, gettato al vento
Non si spegne, ma rimane solo, a stento
abbandonato sui bordi di una strada
muta.
reset?
ci sarà ora una comunicazione di servizio.Questo blog, dai suoi albori, ha subíto varie trasformazioni, da sfogo post-adolescenziale e riflessioni pippo-filosofiche, su qualche cosa (raramente) concreta, a sperimentazioni verbali, che sono culminati in una forma poesia più o meno mia, più o meno caratteristica, a interventi quotidiani per un bel, semestrale periodo a Madrid. Che ha subito un'ulteriore evoluzione con l'avvento dei disegni.
Quand'ero a Madrid, il motore iniziale che portò poi alla regolarità era la necessità di mantenere uno spazio espressivo in italiano: avevo infatti deciso di limitare molto la comunicazione in italiano, parlando in spagnolo il più possibile, aggiornando anche i miei stati di facebook in spagnolo. Mantenendo fede a questa mia intenzione, satollo di stimoli in una nuova, grandissima città da esplorare, ho cominciato a riempire sistematicamente il blog con questi sentimenti, solo lì con la mia lingua.
Ultimamente, la mia forma espressiva è tornata alla musica (mio primo e principale amore artistico), subendo, se vogliamo, dalla poesia un'ulteriore trasformazione. Il periodo immediatamente successivo al ritorno in terra natia ha visto nel mio modo di comporre musica e testi una brusca accelerazione, gravida anima già da alcune registrazioni a Madrid - i tempi erano maturi.
Si potrebbe così dire che il mio esprimere parole, concetti, sia passato a un nuovo stadio.
Abbandonare a questo punto il blog? Devo dire che guardo a questo spazio con una piccola malinconia, essendo collegato ad eventi e persone passate. Ho deciso quindi, per ora, di accantonarlo. Quello che ci rimane, la grande rivoluzione di Ottobre (2013), spartiacque, i saltimbanchi verbali e tutto il resto fino a quel 5 aprile 2009, in cui salutavo mandando giocosamente in pasto ai pescecani, con un hasta la vista incredibilmente lungimirante, visto quanto reputavo improbabile l'università ed un Erasmus in Spagna.
Eppure...
Quand'ero a Madrid, il motore iniziale che portò poi alla regolarità era la necessità di mantenere uno spazio espressivo in italiano: avevo infatti deciso di limitare molto la comunicazione in italiano, parlando in spagnolo il più possibile, aggiornando anche i miei stati di facebook in spagnolo. Mantenendo fede a questa mia intenzione, satollo di stimoli in una nuova, grandissima città da esplorare, ho cominciato a riempire sistematicamente il blog con questi sentimenti, solo lì con la mia lingua.
Ultimamente, la mia forma espressiva è tornata alla musica (mio primo e principale amore artistico), subendo, se vogliamo, dalla poesia un'ulteriore trasformazione. Il periodo immediatamente successivo al ritorno in terra natia ha visto nel mio modo di comporre musica e testi una brusca accelerazione, gravida anima già da alcune registrazioni a Madrid - i tempi erano maturi.
Si potrebbe così dire che il mio esprimere parole, concetti, sia passato a un nuovo stadio.
Abbandonare a questo punto il blog? Devo dire che guardo a questo spazio con una piccola malinconia, essendo collegato ad eventi e persone passate. Ho deciso quindi, per ora, di accantonarlo. Quello che ci rimane, la grande rivoluzione di Ottobre (2013), spartiacque, i saltimbanchi verbali e tutto il resto fino a quel 5 aprile 2009, in cui salutavo mandando giocosamente in pasto ai pescecani, con un hasta la vista incredibilmente lungimirante, visto quanto reputavo improbabile l'università ed un Erasmus in Spagna.
Eppure...
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