Esci, togliti da qui.
Ci sono piccoli grandi personaggi sublimati dai telefilm.
Mentre fuori la pioggia, rende fresca la giornata, il cielo cambia colore.
Estate. A bramarla, in molti. Non so scegliere una stagione preferita. Ognuna ha il suo perché.. E poi a me piace proprio questo, il circolo, il cambiamento.
Difficilmente desideravo qualcosa che doveva arrivare. Ho sempre provato fastidio. Certi arrivano ad essere ossessivi a desiderare un qualcosa che accadrà più avanti. Del resto, sanno tutti che è meglio apprezzare la singola giornata momento per momento, trovarsi hic et nunc. Ci ho provato, anzi, direi che mi riesce piuttosto bene. Non è che io non pensi a ciò che sarà, è che preferisco pensare a ciò che è.
Ultimamente il ritmo è davvero rapido.
Sto cominciando a chiedermi se non è pericoloso il vivere intensamente troppe situazioni. Praticamente, il rischio è che subentri la noia nella routine di tutti i giorni. Sarà positivo, ma ho cominciato a pretendere il 'tutto o niente' anche dallo studio. Mi piace molto gettarmi nelle cose; concentrarmi tantissimo quando studio, farlo anche un po' freneticamente a tratti, è una sfida per me. Mi stimola molto. Ed è questo: se non mi stimola una situazione, difficilmente la reggo. Non lo sopporto, preferisco utilizzare il mio tempo al cento per cento.
Questa è la preoccupazione.
Mi sono lasciato molte persone alle spalle. Sono abituato al tenore della mia esistenza, ma non è mai da esserne convinti totalmente. C'è anche qualcun altro a cui continuo a pensare, e sapere della sua esistenza, anche questo è preoccupante.
Cambiare e lasciare alle spalle: e l'esperienza. Va bene. Ho parecchia lucidità per dire che sono più o meno come voglio essere. Lasciare spazio ai dubbi sarebbe non volerlo veramente. C'è altra roba da fare.
non c'è un modo giusto per vivere,
non c'è un modo sbagliato di morire.
Obnubilato lambire languidi desideri
Torno qui e ci sono questi due post di nemmeno due mesi fa di cui avevo dimenticato l'esistenza.
Da restarci secchi.
Sono fatto e le sensazioni che possono espandersi in questo momento significa anche che la percezione del tempo è diversa, ma quello è sempre là. Si può pensare che non esista, ma in qualche modo sappiamo che ogni azione succede alla precedente e così via dicendo. Se un giorno ti svegli e ti rendi conto che negli ultimi anni le azioni non ti hanno soddisfatto, sei fottuto.
C'è tanta gente in giro. Troppa, uno pensa. Sento che sto divagando; del resto, perché sono qua?
Al di là della procrastinazione.
Un blog, uno sfogo, o una comunicazione, espressione. Chi lo sa, oramai, se è più una chiamata nello spazio, tra satelliti e stelle, o una scrittura ai piedi di un salice. Roba intima, e via dicendo. Chi lo sa. Mi aveva preso lo spunto di scrivere, e mi sono messo a scrivere, e a pensare anche di scrivere in una maniera più composta. Ma non avrei mai il coraggio di scrivere un libro.. Persino un racconto potrebbe essere deprimente.
Il fatto è che quando componi qualcosa, cominci presto a vederne i difetti dopo l'esaltazione iniziale. Perlomeno, coi componimenti musicali qualcosa si salva.. Ma.. Scrivendo? Le poche volte che ci ho provato mi è sembrato uno schifo, quasi subito. Vado avanti che mi viene il timore di essere supponente o che le cialtronate che vado cianciando non abbiano maggiore scopo dell'auto-proclamazione. Che non vuole essere lo scopo principale ma, tant'è, capirete quanto è difficile esprimersi e generare qualcosa di interessante.
Eppure, per un momento ho sentito l'amore per la parola.
Ed avrei voluto tributarle, tanto, di tutto, tutto, tantissimo per la miseria, ma ad averne i mezzi.
Insomma, in ultima analisi comincio a percepire con esattezza lo scopo diario del blog. Come il vecchio diario di bordo: ad annotare i progressi di un viaggio. Gli avvenimenti. Come il Tuo diario, le confessioni, l'intimità, vita buttata in un cassetto. Magari un ibrido. Lo scopo di entrambi è.. Tenere traccia. Ossia, se quella dannata roba chiamata tempo esiste, lasciarne istantanee.
Ma veramente me ne distacco tantissimo. Ammetto che può essere confortante rileggere qualche roba vecchia o giù di lì, ma il più delle volte mi sento solo un povero cretino. Giuro. Certo se vado a pensare 'ehi, per superare questi problemi, dilemmi, che magari ora valuto insignificanti, ho comunque avuto bisogno di cotale esperienza'. Verissimo. Ma uguale a stare a rileggerlo mi fa sentire un pezzo di cretino.
Come si fa a essere sicuri di qualche cosa? Non possiamo far altro che convincerci.
Da restarci secchi.
Sono fatto e le sensazioni che possono espandersi in questo momento significa anche che la percezione del tempo è diversa, ma quello è sempre là. Si può pensare che non esista, ma in qualche modo sappiamo che ogni azione succede alla precedente e così via dicendo. Se un giorno ti svegli e ti rendi conto che negli ultimi anni le azioni non ti hanno soddisfatto, sei fottuto.
C'è tanta gente in giro. Troppa, uno pensa. Sento che sto divagando; del resto, perché sono qua?
Al di là della procrastinazione.
Un blog, uno sfogo, o una comunicazione, espressione. Chi lo sa, oramai, se è più una chiamata nello spazio, tra satelliti e stelle, o una scrittura ai piedi di un salice. Roba intima, e via dicendo. Chi lo sa. Mi aveva preso lo spunto di scrivere, e mi sono messo a scrivere, e a pensare anche di scrivere in una maniera più composta. Ma non avrei mai il coraggio di scrivere un libro.. Persino un racconto potrebbe essere deprimente.
Il fatto è che quando componi qualcosa, cominci presto a vederne i difetti dopo l'esaltazione iniziale. Perlomeno, coi componimenti musicali qualcosa si salva.. Ma.. Scrivendo? Le poche volte che ci ho provato mi è sembrato uno schifo, quasi subito. Vado avanti che mi viene il timore di essere supponente o che le cialtronate che vado cianciando non abbiano maggiore scopo dell'auto-proclamazione. Che non vuole essere lo scopo principale ma, tant'è, capirete quanto è difficile esprimersi e generare qualcosa di interessante.
Eppure, per un momento ho sentito l'amore per la parola.
Ed avrei voluto tributarle, tanto, di tutto, tutto, tantissimo per la miseria, ma ad averne i mezzi.
Insomma, in ultima analisi comincio a percepire con esattezza lo scopo diario del blog. Come il vecchio diario di bordo: ad annotare i progressi di un viaggio. Gli avvenimenti. Come il Tuo diario, le confessioni, l'intimità, vita buttata in un cassetto. Magari un ibrido. Lo scopo di entrambi è.. Tenere traccia. Ossia, se quella dannata roba chiamata tempo esiste, lasciarne istantanee.
Ma veramente me ne distacco tantissimo. Ammetto che può essere confortante rileggere qualche roba vecchia o giù di lì, ma il più delle volte mi sento solo un povero cretino. Giuro. Certo se vado a pensare 'ehi, per superare questi problemi, dilemmi, che magari ora valuto insignificanti, ho comunque avuto bisogno di cotale esperienza'. Verissimo. Ma uguale a stare a rileggerlo mi fa sentire un pezzo di cretino.
Come si fa a essere sicuri di qualche cosa? Non possiamo far altro che convincerci.
Lamponi di docile scompenso.
Lamponi di docile scompenso.
Sgomento, inadeguata preparazione
Sgomento, inadeguata preparazione
Apprensione, bloccarsi all'evento
Amarezza, inaspettata ed espansa
Veritiera, scava nel profondo
Veritiera, scava nel profondo
Immonda, sensazione putrefatta
Torbida, nelle sordide acque.
Non si scappa!
L'inconsistenza nel tastare le foglie di un giornale.
L'inadeguatezza nella vita di tutti i giorni.
Soprattutto nella fila della spesa.
L'inattenzione alle fonti sonore.
Tutte impunemente assordanti anche.
Io sono e arrivo alle notti saturo.
Non è un giro in giostra e non è nemmeno un trattenere le risorse...
Soprattutto.
Abbiamo della civiltà un ricordo nullo,
una memoria parziale,
una verità assente.
Viviamo sulla nostra pelle
ciò che la saggezza è riuscita a preservare.
Viviamo nella coscienza
di tutti i giorni,
ciò che siamo riusciti a cancellare.
L'inconsistenza nel tastare le foglie di un giornale.
L'inadeguatezza nella vita di tutti i giorni.
Soprattutto nella fila della spesa.
L'inattenzione alle fonti sonore.
Tutte impunemente assordanti anche.
Io sono e arrivo alle notti saturo.
Non è un giro in giostra e non è nemmeno un trattenere le risorse...
Soprattutto.
Abbiamo della civiltà un ricordo nullo,
una memoria parziale,
una verità assente.
Viviamo sulla nostra pelle
ciò che la saggezza è riuscita a preservare.
Viviamo nella coscienza
di tutti i giorni,
ciò che siamo riusciti a cancellare.
il pessimismo cosmico
Tornare a casa.
Sono tornato a casa dopo la serata e ho mangiato due toast che mi hanno saziato più del necessario. M'interrogo. E' poi normale che il malumore tenda a far valutare tutto criticamente e negativamente?
Sì.
E' poi normale vagare in cerca di condivisione per un social network se non per chiuderlo pochi minuti dopo e rifugiarsi in queste "pagine"?
Pagine??
Sì, forse era meglio tornare nel giaciglio della carta. Eppure, a continuare e fare considerazioni.. Ora, se vai indietro.. Una fuga, una lite, una? No, no.. Sto entrando nell'ottica 'ma ppoi cosa è successo di tanto, vai a dormire che fai un affare, amico.. Che domani hai da fare.
Già.. Domani ho da fare, e sono qui anche a pensare "Oh, devo dormire queste tot ore, ma che bello sarebbe stare bene e dormire meno ore, o fregarsene ma tanto poi ripercussioni conseguenze e se c'hai il debito di sonno.."
Scontri.
Ecco, vai di divagazione, libero flusso di coscienza. Ma andiamo.. Sono sicuro che potrei evitare questo. Oh sì, è evitabile.. Ma forse mi rincuora. Mi rincuora già. La solitudine di questa stanza in cui Ticchettio regolare di orologio -Rumore di fondo non riconosciuto macchinari -Vaghi passaggi sporadici di macchine in strada -E infine io. Null'altro, a questa ora di notte.
Forse è il caso di non pubblicare. Ma no, dai, ormai che è scritto. Pubblicare. chissà quanti processi mentali scorrono, e come..
Nulla, nulla. Non c'è più nulla da dire.
Molto, molto. Anche molto da finire. -quel rumore si è fermato, è terminato. Cavoli era fortissimo, eppure mi ero abituato. Adesso lo scorrere nella strada, -Una persona ha tossito -Un altro rumore di fondo -Un colpo da qualche parte
E se alcuni pensieri fossero come il rumore di fondo forte sovrastante? Non puoi sentirne una miriade, non hai la sensibilità se prima non cessa quella forza imperante
Sono tornato a casa dopo la serata e ho mangiato due toast che mi hanno saziato più del necessario. M'interrogo. E' poi normale che il malumore tenda a far valutare tutto criticamente e negativamente?
Sì.
E' poi normale vagare in cerca di condivisione per un social network se non per chiuderlo pochi minuti dopo e rifugiarsi in queste "pagine"?
Pagine??
Sì, forse era meglio tornare nel giaciglio della carta. Eppure, a continuare e fare considerazioni.. Ora, se vai indietro.. Una fuga, una lite, una? No, no.. Sto entrando nell'ottica 'ma ppoi cosa è successo di tanto, vai a dormire che fai un affare, amico.. Che domani hai da fare.
Già.. Domani ho da fare, e sono qui anche a pensare "Oh, devo dormire queste tot ore, ma che bello sarebbe stare bene e dormire meno ore, o fregarsene ma tanto poi ripercussioni conseguenze e se c'hai il debito di sonno.."
Scontri.
Ecco, vai di divagazione, libero flusso di coscienza. Ma andiamo.. Sono sicuro che potrei evitare questo. Oh sì, è evitabile.. Ma forse mi rincuora. Mi rincuora già. La solitudine di questa stanza in cui Ticchettio regolare di orologio -Rumore di fondo non riconosciuto macchinari -Vaghi passaggi sporadici di macchine in strada -E infine io. Null'altro, a questa ora di notte.
Forse è il caso di non pubblicare. Ma no, dai, ormai che è scritto. Pubblicare. chissà quanti processi mentali scorrono, e come..
Nulla, nulla. Non c'è più nulla da dire.
Molto, molto. Anche molto da finire. -quel rumore si è fermato, è terminato. Cavoli era fortissimo, eppure mi ero abituato. Adesso lo scorrere nella strada, -Una persona ha tossito -Un altro rumore di fondo -Un colpo da qualche parte
E se alcuni pensieri fossero come il rumore di fondo forte sovrastante? Non puoi sentirne una miriade, non hai la sensibilità se prima non cessa quella forza imperante
Del filo, nel turbine.
Balzano, s'increspano,
m'inseguono lungo la via.
Raccolte in folle multicolori,
vive, ma perite senza dolori.
Risparmiano, i rituali
dell'uomo comune
che con croce, pietre,
maggiore speranza induce.
Ecco ad un tratto,
non mi sento più inseguito.
Degli alberi, le appendici,
di un onore m'hanno insignito.
m'inseguono lungo la via.
Raccolte in folle multicolori,
vive, ma perite senza dolori.
Risparmiano, i rituali
dell'uomo comune
che con croce, pietre,
maggiore speranza induce.
Ecco ad un tratto,
non mi sento più inseguito.
Degli alberi, le appendici,
di un onore m'hanno insignito.
Qualcosa; resoconto. Rendersi, conto
Ho raggiunto le vette della sopportazione e superato sorte di vergogna, che non immaginavo. Ora capisco i fratelli che non si fanno vivi. Eppure, farlo per dovere?
La vita portata allo stremo. Non è semplicemente l'eccesso; in fondo, cosa da tutti. Mi hanno mai detto di essere criptico? ehi, questo è il mio blog, ma in fondo si capisce
Vedo loro che si preoccupano e giustamente. Anche se sono qui, osservato, trovo la giustizia nell'atteggiamento. Per quanto possa turbare, è rassicurante.
Vedo lei che non si palesa. Non è palese. E' palese. Sono questioni inevitabili, se solo mi parlasse capiremmo tante cose. Credo. Eppure c'è qualcosa che non va nemmeno spiegato
Quando la solitudine scadrà? E' solo una canzone che mi influenza. La solitudine mi darà ancora tanto.
Il bello dell'essere umano è che può cambiare. E io sono duttile. Non so se davvero più degli altri, o è solo concezione; perché confrontarsi sempre col resto degli individui?
Infine, cadranno gli specchi, si vedrà il mondo nell'interezza. Capacità acquisite? Veli di Maya ed evoluzioni personali al via.
Infine, cadranno gli specchi, si vedrà il mondo nell'interezza. Capacità acquisite? Veli di Maya ed evoluzioni personali al via.
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