5 luglio 2011

Campi e distese
verdi e libere
come la mente
al principio
della partenza.

Ancora Riflessioni

C'è da perdersi in una coltre di contatti e possibilità.
Aiuto.
Ho sempre aborrato quell'aiuto.
Ho tentato di disfarmi, di quell' "AIUTO!".
Bene, la mente è molto potente ma non crede alle stupidaggini..
La logica dice: sono stato un incosciente, come sempre?

Un giorno.. Un giorno in cui sentirmi tranquillo.

Ma sto partire, senza un posto dove dormire.

I fuochi d'artificio

I fuochi d'artificio anche si vedono, qui. A metà però.
Le persone sulla strada sono invece ben visibili. Camminano col passo frettoloso del chi si sente furbo perché ha pensato di andare prima, e non capisco perché.
Sul mare c'era un grande evento.
Ora non si sente più niente. Ma non so cosa manca, qui.
Qualcosa che s'inceppa e niente, più suono alcuno

SI', riprendo.

Ehi, ehi! d'accordo, ma perché il blog sembra trascurato.
Non saprei, ragazzi! Io sto bene, tutto bene, ahahah!... Macché.
Ormai reputo di ragionare qualcosa di oltre, al bene e al male.. Sì non voglio citare Quello per farmi figo.. Comunque, c'è davvero da fare quel passo di cui parlavo.
Intanto mi sento gruppi che sono persone, come I cani.
C' è un qualcosa che mi rassicura, va bene.. Ma d'altra parte una caterva che sotterra!
Dice: come sfruttare tutto questo ben di dio? Che aspetti a fruttare?

La verità è:
che ci metti un grande sforzo
che il sacrificio dev'essere continuo
che devi essere certo

Certo..ma che certo, quando, come mai?
Ragazzi, che si sfinisce questo delirio.massì, andiamo a dormire...anf.
No, vabbè. Che delirio.. Solito.

Ti gioco

Ti gioco una parola
che possa riscoprirti persona,
amare la tua figura,
parlare di valore suona
amore come cura.

E' tanto bello

E' tanto bello, è tanto bello questo mondo qui.
Eppure stare a colmare
vuoti impronunciabili,
la sete che tende all'infinito..
Non va bene.

E' un piacere cambiare e adesso cerco
strade che portino a me,
perché lontano già posso andare
e quel che apprendo teoricamente
non sarà mai su pelle.

Gli amici di vecchia data

Gli amici di vecchia data s'incontrano alla stazione,
ma il treno non lo prendono mai.
Eppure c'è più di uno che, passando, li giudica partiti..
Ma loro che li guardano i pendolari, e ridono,
non se ne fanno nulla dell'ennesimo giudizio.
Magari, già che ci sono, gli chiedono volante
una cicca, che può sempre servire.

Loro, se ne stanno lì a cazzeggiare tutto il giorno..
Se lo possono permettere.
E così ancora lì, a parlare.
Di tempi andati, cose che furono,
o di un futuro - più raramente - incerto.
Se si gela o piove, ci entriamo alla stazione,
altrimenti davanti è bello stare all'aperto.
Si stava meglio quando si stava peggio, magari dicono,
e poi via col resto dello show.
Sono commedianti, gli amici di vecchia data.
Quasi sempre - ma a pochi interessa il loro show.
I pendolari in affanno manco li vedono questi,
ormai.
Ma i pendolari sanno dove andare,
hanno qualcuno che li aspetta.

Gli amici di vecchia data, invece, no.
S'incontrano alla stazione
e con sé non hanno che un cartone di vino.
Indossano consunte vesti e sciarpe a brandelli.
La barba è incolta, e la loro vita... anche.

Ma c'era un prima.
C'è chi ha perso il lavoro,
chi si è giocato le ricchezze,
chi non ha più ragion di vita
ma non se l'è presa, la vita,
lasciando al destino la beffa di presendersene cura.

Così, tra un sorso di vita da mezzo euro e una cicca scroccata,
rimangono sospesi tra le mille destinazioni che non scelgono,
mai.