Era come un vuoto...

Era come un vuoto, che mi lasciava interdetto.
Anche quell'esperienza era finita;meditavo incerto sulle cause di quella specie di frustrazione. Voleva dire sentirmi eccessivamente legato a quelle persone, e sentirne la mancanza?No, impossibile. Casomai un attaccamento infantile come al seno della madre, pensai, la necessità puerile di avere e quindi l'insoddisfazione che subentra quando dall'oggetto ci separiamo.
D'un tratto, il cambiamento. Vagavo lentamente di ritorno verso casa, macchine e persone sfrecciavano attorno a me. Frenesia, vita. Mi accorsi di essere tranquillo, e privo di qualsiasi passione.
Non avere una meta e desideri precisi sul da farsi mi spaventò, innanzitutto; ma poi, ecco!ho trasformato l'assenza in valenza.
In pace coi sensi, con me stesso, mi pareva d'essere. Mossi da aspirazioni ambiamo a diversi traguardi e questo suscita sempre un certo turbamento, almeno potenziale, per così dire. Invece allora, in qualche modo inspiegabile, me n'ero liberato. Allora mi sono sentito benissimo, ho sorriso, mentre i passi mi avvicinavano inesorabilmente a casa...
Ora già bramo, scrivo;ne è la riprova. Altrimenti, che cosa ci starei a fare? Non posso ancora vivere libero da angosce e turbamenti come da passioni e sentimenti: non ora.

Genio=disordine? Ve lo dico io come stanno le cose

Ho visto sovente come si è soliti associare il disordine al genio/artista.
Definiamone innanzitutto i motivi: questi si possono raggruppare, credo, in due calderoni che sono:1)la noncuranza(incredibile) 2)l'eccessivo numero di stimoli, e la mancanza di tempo per tenerli a bada, svilupparli tutti.
Il mio disordine deriva dal secondo; tra l'altro, si fa ogni tanto appello a una strana forma di nostalgia che c'impedisce di gettare gli oggetti nell'oblio, perché legati ai ricordi eccettera. Questo è un ulteriore incentivo all'accumulo.
A me piace il fatto di avere tante idee per la testa, ma non vado così fiero del mio disordine. Posso trovarmici più o meno bene, ma, sarà anche per carattere e segno zodiacale,(che può sempre essere una buona scusa) ma ho l'impulso irresistibile di riordinare, mettere a fuoco, queste cose gettate a caso non m'aiutano nella mia vita, intesi?
E ho visto che nella stessa maniera, molti(tutti?) di noi ggiovani cercano questo equilibrio, di mettere ordine nella propria vita, si prendono periodi di pausa, eccettera. Allora credo che, logicamente, la tendenza dell'uomo sia cercare una supremazia su questa entropia, un controllo, lo star bene si ricollega automaticamente a ciò di cui dobbiamo disporre.
Quindi è il seguente quesito che devo affrontare: tra quelli [che possono vantarsi] di avere questo disordine in stanza ed in testa, quanti posseggono realmente il controllo? Quanti sanno e sovrastano e potrebbero utilizzare nell'immediato quelle risorse a piacimento? Non si bara, io ho cose risalenti a tanti anni fa - io ho cose che non so. Ecco, probabilmente il genio sa, e può utilizzare.
E sapete questo cosa significa? Che per risvegliare il genio che è in noi dobbiamo necessariamente riprendere possesso delle risorse, crearci in questa maniera la mappa mentale, liberare la mente dai pensieri in eccesso. Ricordiamoci che abbiamo bisogno di un vuoto, per riempirlo con cosa serve di più a noi. Ricordiamoci che è importante trovare continuamente nuovi punti di vista e d'inizio, nella vita. Noi siamo adesso, e lo spazio preso dal disordine rappresenta - ahimè - una fetta di passato irrisolto che sta lì a guardarci; a ingombrarci.
Quando sapremo sottometterlo alle nostre idee infinite, saremo geni

Nessuno scriverà niente aggratis.

Un'altra giornata volge al termine, e possiamo cercare tra quel paio di amici che fanno gli anni oggi. Amici su Facebook, perché all'ultimo concerto ho sentito la gente scambiarsi il contatto lì al posto del cellulare. Bè, almeno impari nome e cognome della gente
Mi sento particolarmente stupido, ora, a scriverò su un blog. Sul mio piccolo blog piccino picciò, cioè, ma come le ragazze adolescienti, eccettera, che hanno bisogno dello spazio e scrivono i trascorsi - cioè, ma dove sono andato a finire °__°?
guarda uso pure le faccine.
E allora, che c'è di male? C'è di male che mi sento tanto solo, oh, perché il mondo non legge queste cose e non mi lascia i suoi meravigliosi pensieri. Peccato, sarebbe interessante, m'interessa sempre il dibattito, poi accrescerebbe il mio ego, eccettera. abbè, la pianto sì.
Tanto ADEESSO si va a dormire, e non so che volevo dire con precisione. Ah sì,
volevo lagnarmi forse dell'umano spersonificato che si circonda di amici su FBi. Tra l'altro sto ascoltando Le luci della centrale elettrica, quel figo di Vasco Brondi che consiglio a tutti gli amanti della poesia in italiano post-tossica frustrata e maledettamente bella.in musica. Altrimenti, statene alla larga che è meglio, si capisce..

Ecco, non è male questo momento.comunque. Grazie..
Diffondete il verbo, voglio altri sostenitori..E il mondo.ok?

Scoperte portano ad altre scoperte.

Per la prima volta nella mia vita, in questi giorni,
il tempo sta passando lento, e svelto, allo stesso tempo
o forse, più semplicemente, sta passando nella maniera giusta.
Prima mi sembrava che la terribile intensità delle giornate le distanziasse presto nel tempo,
le rendeva spontaneamente più lontane, nella mia percezione,
come se il ricordo della settimana prima ammontasse a mesi virtuali stipati nella mia testa.
Questo è un periodo particolare che non durerà troppo a lungo;
ad ogni modo, il cambiamento avviene dentro me.
Credo tre quarti delle persone economicamente benestanti guardino con diffidenza alle idee dell'amore che sto sperimentando, alcune ci vedono necessariamente il collegamento con qualche setta o religione.

Ecco, allora definiamola religione, questa corrente di pensiero, insieme di correnti di pensiero e filosofie e metodi e visioni di vita. Qualcosa che non costringe a dottrine indefinibilmente inspiegabili dogma, che non ha riti o doveri

-casomai l'unico dovere che si impone il singolo è nei confronti di se stesso, per il suo bene..-

ma colpisce solo i singoli individualmente..ecco io credo che sia questo l'elemento portante e più interessante, a differenza di tutto ciò che ci ha abituati (leggesi, ce l'ha fatta stare antipatica) la varia religione di massa
scavalchiamo gli interessi
perché ognuno agisce nei confronti di se stesso, per il suo bene! e in linea con questo, ama anche gli altri..
e non c'è nulla di finto o ipocrita in questo!

Allora infine, ed è la cosa più sensazionale, non credete che se innumerevoli persone cominceranno a pensare ad agire a viverla in questo modo(perdonate il pantano, ma tanto non avevo come presupposto l'essere chiaro..),
allora nella loro individualità, unicità, come la volete chiamare..non saranno comunque uniti,
e per visioni simili, che li porteranno a rispettarsi ed amarsi semplicemente senza presupporre l'intervento di personaggi gerarchicamente elevati, soldi, interessi, schifo??

Quando hai

Quando hai tanto tempo,
è come una distesa di mare pressoché infinita
in cui galleggi sulla tua mesta zattera,
e anche l'orizzonte stupendo e così pieno di possibilità
è innafferrabile.
Allora è quello, non ti rimane che crogiolarti
sul tuo divano di legno inconsolabile,
grattarti e perire vivendo
Quando hai tante possibilità,
è come l'albero della vita
ricolmo di mille frutti diversi
E ognuno è fantastico, ognuno interessante,
e questa scelta terribilmente spaesante.
Così stai a guardare, pensare
contempli fintanto che non cogli qualche squarcio,
di frutto ora marcio.

Spiegazione

Cerchiamo nella solitudine e nell'isolamento un posto sicuro, in cui rifugiarci ed evitare d'essere giudicati.momentaneamente.Da noi stessi.
E' possibile che si ribalti anche la stessa concezione del 'bene per noi'. Nel momento in cui ci rassegniamo, cedendo al cieco odio e perdendo autostima, vediamo nell'abbandono la soluzione, una finta risoluzione di noi stessi; è, ovviamente, una vacanza di poco conto
e siamo pronti a pagarli, i conti, appena tornati.
Poi, è una questione di come tira il vento, come proseguono le cose..
..anche se il fardello da portare sarà sempre più grande, necessariamente.
Curioso il dolce rifugio che offre la malinconia:
eppure, quando dipende da rinuncie, sconfitte,
abbiamo solo perso di vista ciò che raggiungeremmo scavalcando questa odiosa malattia.
Sminuiamo facilmente la vera soddisfazione catturati dalle 'gioie' effimere del presente,
e ci volgiamo a cose nascoste, ombre
inesistenti quanto palpabili nella mente
Catturati da questi fantasmi, cominciamo a muovere i passi nell'altro mondo..
facendo così passare in secondo piano tutti i tormenti di questo.