se quanto ti amo, non si può scrivere, comprendi te stesso e siamo apposto

Una musica ti fa cambiare atteggiamento mediato dalla notte capita macinate irrisorie di contenuti ricordano il vuoto mediato dal quotidiano è il nostro sforzo davvero la mia flessibilità nei confronti dell'altro osservo e pare così ossessionato da se stesso errore, stessa reazione.
Perché?

Per trovare qualcuno che ami, devi essere qualcuno che ami.

Le stronzate
le persone
la misantropia.
Trattare male le persone,
sentirsi male dentro,
vivere nel disagio.
Ho bisogno di inspirare il disagio,
espirare il disagio,
tramutare il disagio in carburante.
Ho visto una persona conosciuta oggi,
era passato tempo, ho visto altre persone
Non me lo chiedo troppo spesso, chi conosco.
Non sto sentendo l'aria che sto inspirando, perché gusto la birra che bevo?
Non sto forse dimenticando tutte le energie che in ogni momento mi lasciano?
Ho creato un mondo di me stessi che conferma la profezia che tutti noi perpetriamo?

rilassati.
siamo nel momento nuovo,
sempre.

Frappoco.

Raddoppieremo indecisioni,
nella ricerca prosopagnostica
dei volti delle emozioni.
Rivolti al futuro,
mai consci davvero
di ciò che successe al nascituro.

Sono sveglio di nuovo,
sono sveglio davvero.
Faccio un discorso che pare serio,
faccio un discorso o almeno ci provo:
Mentre bisogna festeggiare e vegliare allo stesso tempo,
quando circondati d'architetture umane allo sfascio,
ricordiamo solo ciò che raggiunge il nostro conscio.
Sono caustico e cinico,
sono flusso e tesoro,
prono alla scoperta
pensieri divoro.

E tarocchi per oggi e per domani,
circensi nelle religioni,
un sistema si regge sulla dipendenza,
un altro invece sull'accondiscendenza.

Eppure presto scoperemo con le macchine. (non titolo)

Tutto ciò è ridicolo; anzi, no, è la normalità.
Inizio a scrivere questo e già mi sembrano parole stantie, e già mi sento e stanco, e anzi forse è l'ora, e anzi forse allora come adesso sapevo, non mi posso rassegnare, non adesso; lasciamo stare.
Vedo altri passi indietro, nei nostri passi avanti.
Il futuro è la tecnologia, e già adesso siamo limitati.
Limiti, sempre a pensare ai limiti.
Qual era lo scopo originario, del progresso - se non superare i limiti?
Creiamo fosse per l'adeguatezza con le nostre stesse macchine.
E' come, adesso, c'è bisogno di bilanciamento.
E invece da una parte assurdi tecnomani ma neanche,
semplici persone sommerse da macchine e distacco,
da neanche vedo che cosa sta vivendo.
Ma anche gli altri non saranno fanatici?
Quelli dello spirito e la natura,
dell'energia che coinvolge mondi ed universo -
e poi li ascolti, lo sai, sembrano un po' persi
Forse più sereni e illuminati alcuni, ma...
In medio stat virtus, dove stiamo noi?

E sì, sembravano, sembrano, parole stantie.
Qualcuno là fuori.. No, non mi fare abbattere.
E' come se tutto seguisse un corso,
ci pensi, e ti affrange.

è colpa di qualche birra, dell'ora.
Tu, vai a dormire, non ci pensare.
Non sarà oggi, non sarà domani:
abbiamo tutti a cui pensare.
E perché dovrei costringere qualcuno
a guardare mari, palazzi?
E perché dovrei costringere qualcuno
a parlare di discorsi "alti"?

Era passata, tra le strade, altra riflessione.
Cogliamo sempre tanto ma non consapevolmente sempre scegliamo.
Sorpassiamo luoghi, salutiamo persone
Sorrisi tra le tante passeggiate.
Futilità che si accumulano sopra cumuli di convenzione.
Sempre il punto, la sensazione, sfugge...
Dettagli che scivolano tra le mani semi imprendibili.
Ho designato piani vani per umani intoccabili,
tra pieghe della mia mente a mani conserte,
tra piaghe di immani deliranti idee con su erte
scoperte di inevitabile cinismo dell'umano aperto.

Sai che anche volere qualcuno vicino, non risolve il tuo problema, e nonostante tutto sei umano, sbagliare è, avere bisogno, pure.

So cosa scriverti,
non ti scriverò.
So a che pensi -
no, non lo so.
So che la notte
non è più fredda,
so che lo cerchi
non trovi rimedio,
so che la musica
un po' mi consola.
Vedo le tratte,
spargo esemplari
di pensieri cari
a chi speri che conti.
Conta la notte
con te alleata -
no, non conta.
Conta le pecore
affollano strade
ricolmi d'inedia
spirituale, morti
nel fondo di loro
mancati insorti.

Incontrati

Le stronzate che vedo attorno a me,
i comportamenti -
non posso più scrivere, ho le mani gelate
restiamo a casa, che fuori fa freddo.
La fissazione dell'abbruttimento,
va bene così che domani andrà peggio,
il cinismo il pessimismo giustificato,
lascio andare il mio arto malato.
Se tu speri che cambi, che si avveri,
è vanità ingiustificata
Abbonda di insane irrealtà
che inondano l'inalato antico.
Attaccati, solo,
ciò che bisogna staccare.
Intaccati, solo
ciò che è ancora sacche
di stasi passate,
inadeguate
Impassibili al cambiamento voluto.
Sei tuoi che vuoi,
sono loro che non capiscono
Sei tu che non capisci,
quando vuoi loro.
Risparmiati fisime,
infissi,
che fissano pareti di pensieri
trascurabilmente invani.
Sei tu quello che vali,
in dardi assaltare i validi innati crepiti scopiazzati da vissuti ambientati in epoche passate.
rabbia, motore di reattività.
Adolescenza, è finita da un pezzo.
Ma l'aspetto? Ma.. L'aspetto?
Rediviva motricità, rabboniscimi,
raddolcisci sentimenti tumultuosi
nello spazio di un urlo,
spazza un altro istante nel sorso di caffè,
immagina emozioni già finite la canzone,
artisti, siamo dentro la percezione