Ho descritto una situazione, mia

Scrivere qualcosa per non dimenticare.
Ed è proprio il comincio che arranca,
l'inizio che cambia,
la voce si stanca.
Un fremito nel fiume di parole,
un ostacolo lo ha impegnato,
si è fermato e la prole
non si diffonde ora,
vado a tastoni ancora,
è che lo sfogo ci vuole.

Volevo raccontare qualcosa,
ma non ho raccontato niente.
Come quando chiedi una cosa
e la sola risposta è vuoto silente.

Davanti ad alberi

Timbro corrispondente
molto caratteristico
le frasi dicevi parlavi
e spiegando sorridevi
Hai convinto la platea.

Se vieni un po' oltre
al freddo ci si scalda
e la tua voce mi ammalia
Nel buio, caduchi
come sogni al sole ad asciugare.

Non ricordarmi cos'avevo da dirti veramente ed il cielo

L'importanza che ascolti la musica giusta.
In un paese diverso la musica tua acquista importanza.
La mente già rimembra una canzone prima che essa appaia
Le emozioni scatenano se s'inceppa..
Note e le parole che si mischerano a quella giornata
e cercavi ad ogni costo di dirmi..
Il tempo incuriosisce ogni periodo che vivo.
Non saprei, se si è spenta la poesia..
Ce l'hai sempre addosso,
sarà a guardarti,
Ma non ti crolla,
stai tranquillo.
Prenditi quell'attimo di respiro per guardarlo:
il cielo in una boccata d'aria di descanso per scaraventare via quelle pareti grigie sempre impietosite.
Sono i luoghi dove viviamo
avrei voluto colorarli.

Ogni tanto dimentichiamo l'importanza dell'inutile.
Ma è così utile colorare vari spazi fissi delle nostre giornate.
Ma perché ci ostiniamo a guardare altrove / ignorare?
O solo non abbiamo capito

O solo non abbiamo capito.

Una sera come un'altra, ma qui.

La cosa è: non sei triste, ma quasi.
La cosa è: l'atmosfera è vagamente triste, ma tu non ti lasci intimorire. Può essere la frescura della pioggia che i copertoni spostano sull'asfalto. La fanno scivolare con un suono morbido.
La musica si è fermata. La faccio ripartire, ora. E' anche quello che fa influire, l'andazzo.
Cerchi di evitare di considerare la merda che hanno in testa le altre persone.
E' una buona questione da affrontare. Dico, quella della merda nella testa.
In genere ne parli con cattive impressioni. Uno non sta bene, voglio dire.. E' equiparato ai problemi, bamba, altra droga, non riuscire ad affrontare, paranoie, problematiche varie, di cui oltre cui-, questioni irrisolte, passato, futuro, qualsiasi cosa che non sia bestiame vin-vissendo nel presente, siamo qui non siamo soli, siamo imperterriti filosofi, eccettera.
Ecco, tutto non questo.
E tornando a quello, la merda della testa non sarà poi così male. L'avrà pensato più o meno ogni scrittore / artista come si dice ma anche pensatore, introspezionista, essere che cerca oltre l'apparenza. Se ti trovi in quella condizione, stai pensando, hai pensato, hai elaborato, hai variato dinamiche del presente avvenute in determinate condizioni, perché hai aggiunto il tuo soggettivo, il tuo vissuto la tua esperienza - hai aggiunto te.
Ed è quello il brivido.
E' quello esattamente brivido.
E sai reconditamente l'importanza, è antropologico - ma ci arrivi comunque, a pensare che sta meglio chi sta peggio. E' facile. Una fallacia umana. Ma, inevitabilmente, ti proietti nella condizione di codesto essere che non pensa, magari addirittura che è animale, dunque che abbraccia la natura originaria e gode, gode senza preoccuparsi molto, e soffre, soffre senza preoccuparti molto, e noi invece qui, tormentati, straziati, e che magari sentiamo di non prendere troppe soddisfazioni per buone, di non accontentarci mai, ed è come se la felicità ci scivolasse via.

E così, tanto. Alla fine dobbiamo rassegnarci, lo sappiamo! Ognuno è come è.
Ma è che forse, la figata finale, è quanto tentiamo di avvicinarci a quell'altra metà.

Lasciare, con una colonna sonora

è tardi.
è tardi.
è tardi.
Lascia prati non ci saranno più strade parole di accesso per passare a portali necessari al prosieguo avanti corri non ci sono bici non hai il fiatone è una brezza è blu viola universo azzurro scuro come un non-colore strano.averti.qui.accanto non c'è niente, perché temi e credi? Astuto, come la punteggiatura - ribrezzo è per te quel brivido dentro,
quel messaggio di emozione,
liquidi rilasciati dentro te -
E dentro la mente,
sapiente arcano
denso di misteri, 
nulla più.

Nulla più

Ho appena capito da solo.. con la mia esperienza.. empiricamente

SERVE PRINCIPALMENTE

Esserne convinti
La motivazione
Crederci

{poi arrivano poiché la lingua è varia]
Andare fino in fondo!
Non mollare
ecc.

Sostanzialmente, il problema delle parole è che quando sono poche ed un concetto è semplificato, sembra una stronzata. In realtà dev'essere compreso, vissuto.
Per me adesso è stato così.
Parto nel mio vissuto da esempi semplici, irrisori.. Ma poi, generalizzo. E mi rendo conto di come cambiano le cose.

E' strano, ma un pensiero è andato anche a lei, adesso. No, non è strano. La odio per questo, e la amo

Avevo in mente un altro titolo, ma mi si è dimenticato

Ultimamente mi è capitato di avere a che fare con una sorta di anticamera dei sogni.

In verità non è una cosa nuova. Prima di dormire, comincio col lasciare andare i pensieri e le sensazioni in libere associazioni, velocemente perdendone il controllo, e questi spaziano, è come se viaggiassero indipendenti, creano poi situazioni nuove, storie, danno forma a qualcosa che avevo dentro.. Ed ecco che a un certo punto mi ritrovo addormentato. E' successo anche con la musica.
Siccome certe volte sono sonnellini, o comunque il sonno viene disturbato, mi sveglio dopo poco tempo e la sensazione di quel turbine è ancora vivida. Eppure, il contenuto di quelle avventure e percezioni così forti rimane bloccato. Come fosse stato sotterrato immediatamente dalla mente, reso inaccessibile per non venire confuso con la realtà. E' veramente difficile venirne a capo, ed il più delle volte ricordo perfettamente quel processo ch'era entrato in atto nel dormiveglia, ma non posso fare a meno di dimenticare.

Dannazione. Mi chiedo se tutti provano questo come lo provo io, se qualcuno riesce a controllarlo e ricordare. Mi piacerebbe che queste persone mi contattassero per discuterne.

Ultimamente mi è capitato di avere a che fare con collegamenti musicali ineffabili.

Tipo: guardo le copertine di dischi e mi risuonano subito in mente le canzoni, chiare, degli artisti che sto leggendo. Oppure, c'è un tipo di giornata e situazione ed automaticamente mi parte in testa la canzone che associo a quello stato d'animo, a quelle sensazioni. Ma non sto parlando di tormentoni, anche se è evidente che queste canzoni mi siano entrate pesantemente in testa.
Ogni tanto vorrei un po' di silenzio, ma quelle mica si possono fermare..

Vorrei sapere qualcosa di più anche su questo. Credo che capiti a tutti di avere una canzone in testa, ma ogni tanto penso che per me sia decisamente troppo. Devo andarci piano, con la musica.