Tramonto.
C'è, non c'è?
Non lo so.
Solo nubi all'orizzonte
sole perso tra le onde
Io solo osservo coppie
e in una coppa, solo,
del vino berrò.
 mare scuro
rombo nero
maestà, temevo
mi bagnassi
Ma fallo!
Non ti temo.
acqua di mare
acqua di vita
sale per stare
verace a vita
Era emozionante
sapere
correre il rischio
E quando è arrivato,
il mare,
non mi ha avvisato
onda maestra
capeggia
e tempesta
si forma
con forza.

Qua, io giaccio
guardando il paesaggio
scurito l'avvolgo
muovendo il mio dito.
Io mi auguro che tu lo faccia,
a cominciare dalla faccia
dalla tua barba
rigogliosa appendice
di quell'indice
di introversione.

Io mi auguro che tu lo faccia,
ritrovando la speranza
giorno dopo giorno,
pesce dopo pesce
in faccia.

Io mi auguro che tu lo faccia,
combatti,
sconfiggi te stesso
il più grande avversario
è sempre riflesso
in uno specchio.

Io mi auguro che tu lo faccia,
a cominciare dalla barba
nella tua faccia:
prenditi cura di te stesso
e fai germogliare
quel lillipuziano fiore
che tosto, testa i tasti nella testa
cresce spazi, si fa foresta
è clamore, inascoltato
da chi è sazio e detesta.
Ma tu sii bravo, accogli il dono
a cominciare dalla barba:
io mi auguro che tu lo faccia.

Il mistero.

Non mi importa se
stai con un vecchio
più vecchio di me
che sono un vecchio
rispetto a te.
Non mi importa se
ci stai bene
meglio che con me
che non sono meglio
di te.
Non mi importa se
sbagli ancora
ma sbagliare ancora
nella stessa maniera
è sbagliare di più.

So chi siamo
più o meno
ci troviamo
ci capiamo
e ci piaciamo
è un'ovvietà
neanche troppo
Te la lancio addosso
ma tu preferisci il mistero.

E allora scansati
perché tanto,
viviamo in un mondo
dove nessuno
si capisce
davvero.

Grazia.

 la pioggia grazia abbastanza
in questi giorni.
E io ringrazio
se attraverso




lo spazio
asciutto
sulle mie due ruote
a capofitto
tra vari incroci
e serpenti.
Dovrei stare più attento
Ma quando sfreccio,
Mi sento oltre il tempo
libero, un po' spavaldo
tra le arterie ancora
sangue che pompa
come idranti
su questo asfalto.

Andare al supermercato

 

 mi rende ansioso.
viso coperto,
sguardo nervoso
guardo gente
e poi mi sento violato
se a malapena
sfiorato dal loro
sguardo.


Dunque, chino
tra gli scaffali
sempre ricolmi
abbondanza
infinito fittizio
per convincerci
per darci contento.


Stento ad apprezzare,
ormai,
irritato da opulenze
puzzolenti,
profumate di finto
sulle spalle
di meno abbienti.


Tutto, tutto ciò
che ci circonda
fondato su una catena
Darwin sotto anfetamina
bambini, sotto
carichi di lavoro
nero, il futuro.


ho bruciato IL TEMPO
COME QUESTA GANGIA
CREMA DI NOCCIOLE
SULLE DITA, MANGIO