Amore che

Amore che vieni, amore che vai
ti voglio parlare di sesso e di amore
cercare di esprimere, sprecare parole
per ora, per estro, ti direi "non so",
l'amore se esiste è enigmatico.
L'amore non scegli, l'amore lo dai
se scegli di darlo, lo riceverai
se è un tarlo, in testa ci resta
non resta che questa finestra,
speranza scaldata - minestra.

Amore mancato, amore passato
sesso consumato fuori su un prato
quanti letti per sfogare i nostri intenti
tra diletti e tradimenti consenzienti
tra ricerche annoiate del piacere
tre persone trasudando il godere
o potere trascendere col potere
corpi distorti da sensazione,
odori e fluidi in fibrillazione.

Amore che cerchi, amore che c'hai.
Nei cerchi concentrici
la mente ricerca
desidera, distoglie
inseguendo le voglie
Eppure è vicino,
la vediamo bene
l'amore circonda
ogni nostro respiro
non è capogiro
intrinseco amico
è un dono continuo
ma spesso coperto
dal nostro cammino.
E' l'io, è l'ego, la tenda che copre
lo scrigno nasconde la nostra emozione
La rocca ci chiude nella posizione
Finché non cianciamo: "MI MANCA L'AMORE".

Doppio.

Ovattato.
Non sentivo, non sapevo
Una scatola e poi io
Dentro
I suoni che escono,
ma non è la mia voce
le idee che crescono
dentro al Kindergarten
è da un'altra parte
Ascolto musica e c'è un fischio lontano
chatto con qualche essere umano
che bramo
Scollature, coccole e altre premure
vado al contatto con tatto che chiedo,
nuovo bip del mio tablet: rimedio,
caricatore per scaricare altri dati
pacchetti virtuali di mitragliate
con dolci e gelati.

Raccontami,
se non è stata una cattiva idea
finire con te su questo divano
di vino il sapore, tannino nostrano
Terrano, nostromo del luogo
che sappiamo: San Dorligo
della valle, prediligo colline
colle uve ci si avvalla.

Di depressioni sparse, di sconforto cosparse.

Era una giornata come le altre:
che è una giornata diversa
né arte, né parte,
né posto fisso,
nemmeno lo cerco
io sì me ne infischio,
cambio, ma cresco
o almeno cerco,
tra uno sconforto,
uno sconcerto,
Il mio concerto dentro
è esperto di sconvolgimento.

Ed è così: non ce n'era motivo,
la mattina ho cantato ed ero giulivo
la settimana guadagnato in modo pulito
dopo pranzo insegnato e poi schivo,
schivo le persone per strada
al fantasma il marasma non aggrada,
stavo curvo sgusciando tra i ciottoli
e le vie grigie che annaspano caldo cemento:
scansati.

Però scrivo:
però scrivo, ed ha senso
e compenso quello stato mentale
quell'abbruttimento immortale
quel vagare per strade già solcate
e sentirsi giudicato, sentirsi male
E non capire, non riuscire ad indagare

Però scrivo:
e non è niente male.

Sui 2 suicidi, con empatia.

Come faccio a essere empatico?

E invece critico, antipatico
Criptico, nell'animo
ma di fronte a una vicenda simile
vigile, statico: rigido,
perché non riesco a concepire,
questo modo di finire.
Anch'io, ci casco spesso:
caffettino, una pastina ed ecco,
pagine di giornale locale
a riempire il mio tempo nel locale.
Risalire all'ultima della serie
di cronache che sono meglio delle serie:
storie serie,
che diventano vicenda pubblica:
un duplice suicidio,
due sudicie curiosità
mi incolla, eccomi pubblico
divento spettatore attonito
e intontito, catatonico
esperimento fallito
di questo mondo tonto.
Mi dò un tono,
ma non è mai servito.
Pudore,
si dovrebbe avere,
a pubblicare.
E invece no.
Acritici, simpatici.
Simpatizza per finta,
il giornalista.

Come fate a essere empatici?

Tragedie confezionate,
giorno dopo giorno
così, per poco,
poi via di torno.

Gli hanno donato una vita
e per tutta risposta,
è stata buttata.
Magari è servita.

Senza il papà,
non si riusciva:
niente roba eclatante,
un tripudio di libertà.

Duemilaediciannove:
disporre di un corpo,
originalità: respirare gas,
fermare il proprio cuore,
lasciare uno scritto e ciao ciao.

Il diritto di morte,
un potere che c'era già
oggi diamo un nome a questo ciò:
eutanasia, di morire libertà.


completamente indifferente

Bevo e mi sbronzo
bevo e mi spoglio
spoglio sono stronzo
Desidero e farei di tutto
per te, te e te
ho bisogno di te
il piano è averci
Desidero, e farei di tutto
fino al risveglio.
Le mie lacrime di tristezza
non cadono mai
le mie preghiere di altro
non succedono mai
Sono quello, fino al risveglio
poi mi muovo, poi la mente
non mi è rimasto niente:
completamente indifferente.

Penso e pianifico
pianifico e viaggio
la vita è infinita,
la speranza tra le dita
Un albero che rigoglioso
tentacolare lo sviluppo
non teme il riposo, no
Che non ci sia sosta
nell'attività proposta
Coltivo, immagino, fruisco.
Le mie vie si interrompono,
non si avverano mai
niente alberi nel domani,
solamente bonsai.
spacco tempo un giorno
vago ancora ogni tanto
il ricordo,
rimane disillusione
e vedere
questo animo
impenitente:
completamente indifferente.
carosello di ricordi,
sono le immagini
che affollano la mente
e in fugaci momenti
si mischiano, e confondono
sovrappongono tra la
sovraesposizione quotidiana,
nei giornali le notizie
escono fuori,
dandoci la caccia.
NON E' POSSIBILE SFUGGIRGLI
MI HAI SENTITO BENE?
IO E TE, NOI DOBBIAMO
SCAPPARE.
Trovare spazi nella
mente, che siano
ancora colonizzabili,
che ci siano colonne
che noi possiamo
riempire, impazzire,
per non assorbire
ogni lembo sporco
di un carosello
che diventa contorto.

Fragori trasparenti

musica sparata
ad alto volume
mi porta nel fiume
Non è la giornata.

vari percorsi,
le liste da fare
     In alto mare.
Penso ai trascorsi.

C'è lei dietro,
c'è lei dentro,
la musa mi osserva
tra il dolce silenzio.

ci sono, respira
ci sono, ammira
E' solo un percorso, la vita
il tempo, che sgocciola, invita.